Droni, i nuovi abitanti della Terra

By Grafiche Passart,

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Droni Parrot AR

Droni, droni ovunque. Ormai sono sulla bocca di tutti. Quotidiani, telegiornali, e internet da qualche tempo non parlano d’altro. A conti fatti, però, sappiamo veramente di cosa si tratta? Cosa sono veramente questi droni, a cosa servono e che cosa possono fare?

Innanzitutto, partiamo da che cos’è veramente un drone. “Drone” è il nome comune con cui vengono chiamati gli “aeromobili a pilotaggio remoto”, ossia quei velivoli che possono volare senza bisogno di un pilota fisico a bordo. Il pilota infatti controlla il drone a distanza tramite segnali radio.

Il fatto che siano definiti “aeromobili” li mette, nelle leggi, allo stesso livello degli aerei, perciò devono seguire le regole e protocolli di volo di quest’ultimi.

Il loro utilizzo è ormai consolidato per usi militari, ambito per il quale inizialmente erano stati ideati, e crescente anche per applicazioni civili, ad esempio in operazioni di prevenzione e intervento in emergenza incendi, per usi di sicurezza non militari, per sorveglianza di oleodotti, con finalità di telerilevamento e ricerca e, più in generale, in tutti i casi in cui tali sistemi possano consentire l’esecuzione di missioni “noiose, sporche e pericolose”, spesso con costi minori rispetto ai velivoli tradizionali. (Da Wikipedia)

Recentemente, i droni sono stati utilizzati con successo anche in ambiti diversi dal militare. Scopriamoli insieme.

I droni “ambulanza”

Di base, i droni sono aerei in miniatura e come tali sono molto veloci. Un primo uso nella nostra vita quotidiana può essere quello di portare il primo soccorso a persone con malesseri gravi o coinvolte in un incidente. Nel video di seguito vediamo una ragazza olandese chiamare i servizi medici per chiedere aiuto per suo padre che ha avuto un attacco di cuore. L’operatore, rivelata la sua posizione, spedisce il velocissimo drone dotato di defribrillatore e istruisce telefonicamente la ragazza ad un uso corretto dello strumento: grazie alla tempestività dell’intervento, il padre della ragazza viene salvato. La natura del mezzo (volante, invece che su ruote) permette un intervento più rapido in caso di emergenza, ampliando considerevolmente il numero di persone che potenzialmente possono essere salvate.

“Droni marini” nel lago di Garda in Italia…

IntCatch è l’abbreviazione di “Development and application of Novel, Integrated Tools for monitoring and managing Catchments”, un progetto attuato da LabICAB in collaborazione con l’Azienda Gardesana Servizi e finanziato da Horizon2020 dopo essere stato selezionato tra 170 progetti a livello europeo.

L’obiettivo consiste nella validazione di sistemi di trattamento avanzati delle acque meteoriche collettate in fognatura mista. In altre parole, si vuole migliorare la rimozione degli inquinanti convenzionali, dei metalli pesanti e dei contaminanti organici (idrocarburi policiclici aromatici, diossine, pesticidi). Flotte di droni acquatici intelligenti equipaggiati con una serie di sensori permetteranno la misura di parametri fondamentali per monitorare lo stato di salute del bacino idrico (ossigeno disciolto, pH, conducibilità, metalli e idrocarburi). Inoltre i dati acquisiti saranno geo-localizzati e subito trasferiti in un sistema cloud, ad immediata disposizione dei tecnici specializzati. Presto potremmo vedere questi droni in azione sul nostro lago di Garda.

(Fonte: IntelligoNews)

…e anti squalo nei mari australiani!

In Australia, le autorità per la salvaguardia della salute delle persone dagli squali, utilizzano i droni per individuare la presenza in mare dei pericolosi animali e fornire assistenza ai bagnanti che si trovano nelle loro vicinanze. I droni lanciati a tutela dei bagnanti fanno parte di un progetto dello stato australiano del New South Wales annunciato lo scorso anno.

Il drone in questo caso è un mini elicottero a guida remota con una fotocamera ad alta definizione che trasmette le immagini in tempo reale ad un computer sulla terra ferma. Il drone dispone anche di un pod di salvataggio che scende in caso di emergenza. Non solo, è anche in grado di fornire alle persone un kit medico, un sistema anti squalo ed un mini gommone che può trasportare sino a tre persone. Ha un’autonomia di 3 ore e si stà già lavorando a un sistema di rilevazione automatica degli squali.

Per ora si parla solamente di droni sperimentali, ma se tutto andrà come previsto, presto le autorità australiane potranno avere a disposizione una flotta di ben 40 droni.

(Fonte: Webnews)

I droni “contadino”.

Grazie a rilievi con videocamere termiche e obiettivi ad infarossi, questi droni specializzati ci mostrano le coltivazioni come non le avevamo mai viste. L’hanno battezzata “agricoltura di precisione”, e grazie ai droni che rilevano lo stato di salute di un campo con un margine di errore di pochi centimetri faranno risparmiare acqua e pesticidi ai coltivatori.

Sempre più spesso, qui in Italia, l’agricoltura sta andando di pari passo con l’innovazione e sarà probabile vedere sempre più spesso questi piccoli velivoli sorvolare le nostre campagne. I dati ottenuti dai droni possono (ad esempio) suggerire di irrigare meglio (o di meno) alcune porzioni di campo; indicare quali piante, in un filare, stanno crescendo meglio; quali hanno bisogno di essere concimate; se è il momento di intervenire contro le erbe infestanti, eccetera.

In questo caso, i droni non sono altro che un mezzo per portare in alto i sensori che captano informazioni altrimenti impossibili da ricavare. Essi sono in grado di “vedere” le piante in modo diverso: “Nella luce infrarossa la vegetazione ha una maggiore riflettività rispetto ad altri oggetti. Questo grazie alla clorofilla, che – rilevata e quantificata tramite foto aeree – fornisce un indice di vigore della vegetazione” spiega Stefano Sgrelli, amministratore di Salt & Lemon, azienda presente ad una manifestazione per l’uso di droni nell’agricoltura.

I droni forniscono ai contadini mappe 3D che permettono di analizzare al meglio le piante, per poter agire con interventi mirati. Dosando pesticidi e fertilizzanti solo dove serve, l’azienda agricola beneficia di un risparmio di costo notevole, danneggia meno l’ambiente e fa crescere al meglio i prodotti del campo rendendoli più salutari. Con questi metodi si può arrivare a risparmiare fino al 3o% del concime e fino al 25% d’acqua.

Inoltre, sono già in uso da qualche anno droni che sostituiscono la forza lavoro manuale, spargendo sementi e fertilizzante sui campi.

(Fonte: National Geographic Italia)

I droni di Facebook

Facebook ha lanciato la sua sfida a Google e ai suoi droni 5G creando i propri droni a energia solare, in grado di rimanere in volo per mesi. Hanno un’apertura alare di un Boeing 737, ma pesano circa come una macchina.

Le sue ali sono coperte di pannelli solari che forniscono energia sufficiente a tenerlo in volo da tre a sei mesi, a un’altitudine compresa tra 60.000 e 90.000 piedi, ben al di sopra dunque di qualsiasi aeromobile. Il loro compito sarà quello di aggirarsi in zone dove installare segnale WiFi o LTE è troppo costoso, dando possibilità al drone di trasmettere tali segnali e garantire l’accesso a internet anche quelle zone particolari.

I primi test inizieranno entro la fine di quest’anno. Ed entro il prossimo ano, Facebook contatterà i vari provider telefonici per accordarsi sull’uso di questi nuovi droni.

(Fonte: Macity)

Ethan Hawke và guerra con i droni in “Good Kill”

In “Good Kill” – film uscito da poco nei cinema interpretato da Ethan Hawke – si affronta il tema di attualità dei droni utilizzati per scopi militari: colpire obiettivi a distanza senza inutili spargimenti di sangue. Ma se i droni non sbagliano, l’intelligence che decide chi e come colpire non è infallibile.

Ethan Hawke è un ex-pilota che si ritrova a dover controllare dei droni a distanza, dove per colpire l’obiettivo è sufficiente stare seduti comodi alla propria postazione, a migliaia di chilometri di distanza e premere un pulsante. Per lui non è facile lavorare in quelle condizioni, sente di combattere una guerra ingiusta, specie quando l’intelligence americana da cui prende ordini, ordina l’uccisione di innocenti per attuare azioni preventive.

Tratto da una storia vera accaduta pochi anni fa, “Good kill” offre una finestra realistica su questa realtà che, che ci piaccia o no, fa parte del nostro mondo.