Come capire se il tuo sito o blog funziona

By Grafiche Passart,

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Hai un sito web o un corporate blog e vuoi sapere come sta andando? Più precisamente: vuoi capire se la tua strategia riguardo ai contenuti sta dando i frutti sperati, cioè se farà centrare gli obiettivi aziendali che hai stabilito? Bene, apri Google Analytics e leggi le statistiche: le risposte che cerchi sono anche – e in certi casi soprattutto – nei numeri che ti troverai davanti.

Parliamoci chiaro: il parametro più importante di tutti è quanto ti fa guadagnare il tuo progetto online. In pratica, devi applicare questa vecchia formuletta: GUADAGNO = RICAVI – COSTI. Se non sei in attivo, il tuo sito o il tuo blog aziendale hanno probabilmente bisogno di una revisione in termini di contenuti, usabilità ecc. Oppure devi addirittura rivedere la tua strategia digitale per intero, dal momento che il ROI legato alla tua presenza online è deficitario.

In questo senso, se la tua azienda non sta monitorando le conversioni e le vendite provenienti dall’e-commerce, le iscrizioni alla newsletter, allora non sta valutando correttamente l’efficacia delle proprie attività di marketing digitale.

Questo discorso è valido per tutte le aziende, non importa se sono grandi brand o minuscole PMI. La misurazione dei risultati è infatti imprescindibile, perché è da essa che si comprende se la strada intrapresa è quella corretta oppure se c’è bisogno di interventi di revisione delle tattiche – o addirittura della strategia.

Ma esistono dei parametri capaci di darci il polso della situazione e che, al tempo stesso, siano immediati da valutare? Esistono cioè dei parametri che, soprattutto per le imprese che hanno creato un sito web istituzionale o hanno aperto un blog aziendale da pochi mesi, non costringano a esprimere valutazioni affrettate sul ROI, che in quel momento è per forza lontano dall’essere soddisfacente? Sì, questi parametri esistono. Nello specifico, sono tre.

Vediamo dunque quali sono questi i parametri che possono darci un’indicazione piuttosto chiara di quanto bene stiamo facendo sul web.

La frequenza di rimbalzo

La frequenza di rimbalzo, per come la definisce Google Analytics, “è la percentuale di visite di una sola pagina, ossia di visite in cui l’utente esce dal sito dalla stessa pagina in cui è entrato senza interagire con essa”.

In linea di massima, giusto per dare dei punti di riferimento, se la tua frequenza di rimbalzo del tuo sito aziendale supera il 55-60%, hai motivo di preoccuparti. Se hai un blog, puoi elevare questo limite al 70-75%, giusto perché spesso alcuni utenti web arriveranno sul blog solo per vedere se hai pubblicato un nuovo post e, non trovandolo, se ne andranno subito.

La frequenza di rimbalzo è sì importante, ma è un parametro che va letto insieme ad altri dati, quindi va contestualizzato. Di conseguenza, presta la massima attenzione nel valutare la frequenza di rimbalzo del tuo sito istituzionale e del tuo blog aziendale. Se il valore del parametro è elevato e, in concomitanza, il tempo di permanenza dei visitatori sulle pagine è basso, devi certamente intervenire, migliorando per esempio la qualità dei contenuti. Negli altri casi, fa’ una valutazione più approfondita.

La percentuale di nuovi visitatori

Raggiungere sempre più nuovi visitatori è il sogno di ogni A.D. e di ogni direttore marketing, la percentuale dei nuovi visitatori ci dà il riscontro diretto di quanti utenti arrivano per la prima volta sulle pagine del nostro sito o del nostro blog.
Quale dev’essere questa percentuale? È davvero difficile indicare un valore preciso, perché esso dipende dagli obiettivi del progetto web. Tutto dipende insomma da quanto ti interessa avere un pubblico di passaggio oppure costruire una community intorno al tuo sito o al tuo blog aziendale.

Il tempo di permanenza sulla singola pagina

Alcuni post sono letti per dieci minuti e più, altri per circa trenta secondi. È evidente che i primi sono post che hanno centrato il bersaglio, mentre i secondi no. Ovviamente, il tempo di lettura è influenzato anche dalla lunghezza del singolo post: più parole ci sono nel contenuto e più è verosimile che gli utenti ci passino più tempo – se il contenuto è pertinente e di valore ai loro occhi.
Tuttavia, in linea di massima, se si guardano le statistiche con una certa obiettività, è facile capire se un contenuto ha inchiodato i lettori nella sua lettura oppure li ha respinti.

Se il tempo di visita del tuo sito o del tuo blog è basso – basso in relazione alla lunghezza dei contenuti – sta suonando il campanello d’allarme. Ciò significa che stai sbagliando qualcosa nei tuoi contenuti. Ti rivolgi forse al target sbagliato? Oppure scrivi contenuti di scarso valore? O anche: dici cose poco originali, perché le hanno già dette tantissimi altri prima di te, e sei quindi fuori tempo massimo? Oppure si verifica più di uno di questi fatti contemporaneamente?

 

(Fonte: comunicare sul web)