Lorem Ipsum e i testi riempitivi

By Grafiche Passart,

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Il 13 novembre del 2009, a meno di due mesi dalla sua fondazione, il Fatto Quotidiano uscì con uno strano testo in latino stampato in prima pagina, anziché quello che doveva essere un commento di Mario Gomez, Gianni Barbacetto e Antonella Mascali:

“Matrimonii deciperet plane lascivius agricolae. Saburre lucide suffragarit chirographi, ut fiducias deciperet rures, etiam quadrupei corrumperet zothecas. Tremulus suis frugaliter fermentet fragilis Lascivius fideMatrimonii deciperet”.

Era un testo riempitivo, quelli che si mettono da qualche parte in attesa di essere sostituiti dal testo vero e proprio; evidentemente quel giorno al Fatto Quotidiano qualcuno se l’era dimenticato lì.

Il più famoso testo riempitivo è il cosiddetto “Lorem Ipsum”, ma ce ne sono molti altri: e chi si occupa di tipografia e stampe li utilizza da secoli. Fin dall’inizio della storia della tipografia, stampatori e grafici dovevano fare prove e bozze di stampa per presentare i loro progetti: a questo scopo furono inventati i “testi segnaposto”, testi che sono spesso senza significato. Aiutano così i grafici che non devono perdere tempo per produrli e aiutano chi li osserva a non perdersi nel significato, concentandosi sulla valutazione della stampa.

Questi testi hanno, di solito, una distribuzione uniforme delle lettere, pochi segni di punteggiatura o di a capo e contengono tutte le lettere dell’alfabeto (o almento quelle più usate nella lingua dei grafici) per rendersi conto di come verrà stampato ogni singolo carattere del font di stampa.

Il “Lorem Ipsum” è una serie di parole latine che non formano frasi di senso compiuto. Ne esistono di diverse versioni, alcune con ordine differente delle parole o con lunghezza diversa ma la più comune rimane questa:

“Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisci elit, sed eiusmod tempor incidunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrum exercitationem ullam corporis suscipit laboriosam, nisi ut aliquid ex ea commodi consequatur. Quis aute iure reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat nulla pariatur. Excepteur sint obcaecat cupiditat non proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum.”

Le origini del Lorem Ipsum

Secondo Richard McClintock – professore di latino al Hampden-Sydney College, un’università in Virginia – i tipografi iniziarono a utilizzare il lorem ipsum già nel Cinquecento, ma le prime prove del suo uso si hanno negli anni ’60. Si diffuse grazie a una pubblicità dei fogli di caratteri trasferibili Letraset, anche noti come “trasferelli“. La Aldus Corporation (un’importante software house poi comprata da Adobe) – inserì il testo del suo programma per Macintosh, PageMaker, usicito nel Luglio del 1985.

Il testo del Lorem Ipsum deriva da un brano del dialogo di CiceroneDe finibus bonorum et malorum” (in italiano, Il sommo bene e il sommo male) che recita così:

“Nemo enim ipsam voluptatem, quia voluptas sit, aspernatur aut odit aut fugit, sed quia consequuntur magni dolores eos, qui ratione voluptatem sequi nesciunt, neque porro quisquam est, qui dolorem ipsum, quia dolor sit, amet, consectetur, adipisci velit, sed quia non numquam eius modi tempora incidunt, ut labore et dolore magnam aliquam quaerat voluptatem. Ut enim ad minima veniam, quis nostrumexercitationem ullam corporis suscipit laboriosam, nisi ut aliquid ex ea commodi consequatur? Quis autem vel eum iure reprehenderit, qui in ea voluptate velit esse, quam nihil molestiae consequatur, vel illum, qui dolorem eum fugiat, quo voluptas nulla pariatur? At vero eos et accusamus et iusto odio dignissimos ducimus, qui blanditiis praesentium voluptatum deleniti atque corrupti, quos dolores et quas molestias excepturi sint, obcaecaticupiditate non provident, similique sunt in culpa, qui officia deserunt mollitia animi, id est laborum et dolorum fuga.”

Altri testi segnaposto

the quick brown fox pangramma

Nel mondo anglosassone esistono diverse alternative al lorem ipsum. Uno di essi è il Li Europan lingues, un testo scritto in occidentale, una lingua artificiale come l’esperanto. Questa volta, il testo ha senso compiuto e parla proprio dell’occidentale; inizia così:

Li Europan lingues es membres del sam familie. Lor separat existentie es un myth. Por scientie, musica, sport etc, litot Europa usa li sam vocabular“.

Un altro famoso testo segnaposto è un pangramma (cioè una frase di senso compiuto il più breve possibile in cui vengono utilizzate tutte le lettere dell’alfabeto) in inglese:

The quick brown fox jumps over the lazy dog (che tradotto significa “La veloce volpe marrone salta oltre il cane pigro”).

Questa frase è famosa per essere semplice e facile da ricordare, ed è spesso utilizzata per provare i diversi font di scrittura dato che in essa compaiono tutte le lettere dell’alfabeto, o più semplicemente per provare le tastiere.

Una storia diversa è quella della sequenza “Etaion shrdlu”. Secondo la tradizione, questa sequenza di caratteri non è casuale: le lettere sarebbero infatti ordinate rispetto alla loro frequenza nella lingua inglese (dove la “E” è la più frequente).

L’Oxford English Dictionary, che contiene questa espressione, spiega che deriva dalle vecchie macchine per la composizione dei caratteri prima della stampa, come la linotype: su queste macchine le lettere erano ordinate in base alla frequenza d’uso, quindi quelle di “Etaoin shrdlu” comparivano in ordine sulle prime due colonne da sinistra. Spesso, quando facevano un errore, gli operatori scorrevano con il dito sulle due colonne per inserire la stringa di testo, segnalare la presenza di un errore e ritrovarlo più facilmente in fase di correzione.

(Fonte: Il Post)