Meglio la lettura su carta o su schermo?

By Grafiche Passart,

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Meglio leggere su carta o su uno schermo? Con l’avvento di internet, dei tablet e degli e-book, sempre più persone sfruttano questi nuovi mezzi per la lettura delle loro opere preferite. Ma conviene davvero leggere su uno schermo anzichè su carta?

La risposta in realtà è: dipende. Dipende da cosa si sta leggendo e da qual è l’obiettivo del testo che stiamo leggendo. Secondo uno studio realizzato dai ricercatori di psicologia Geoff Kaufman dell’Università Carnegie Mellon e Mary Flanagan del Dartmouth College, la lettura su carta favorisce la comprensione astratta del testo, mentre quella digitale aiuta a ricordare più facilmente i dettagli concreti.

Per capire le differenze tra lettura su schermo e su carta, sono stati compiuti quattro diversi test:

Nel primo, è stato chiesto a un gruppo di persone che utilizza tablet almeno una volta a settimana, di descrivere 25 attività scegliendo tra una definizione concreta e una definizione astratta. Per esempio, potevano descrivere l’attività di “fare una lista” con le espressioni “organizzarsi” o “scrivere su un foglio”.
40 persone hanno partecipato al test leggendo e compilando il questionario su un tablet, 36 lo hanno fatto su un modulo cartaceo.
La dimensione dei caratteri del testo e il font erano uguali nelle due versioni, ma i ricercatori hanno riscontrato due tendenze diverse: chi ha usato il tablet tendeva a scegliere opzioni più concrete (18,56 in media su 25), contrariamente a chi ha risposto sul cartaceo (con una media di 13,75).

Nel secondo test i partecipanti dovevano leggere un racconto dello scrittore americano David Sedaris in cui il protagonista va a trovare la propria famiglia in vacanza. Il testo è stato scelto dai ricercatori per le descrizioni molto dettagliate che avevano anche un doppio significato all’interno della storia.
Questa volta i partecipanti sono stati 81: 39 hanno letto il racconto su carta, 42 sullo schermo di un computer, come PDF.
Successivamente i partecipanti hanno risposto a un questionario di comprensione del testo in 24 domande, metà su dettagli concreti e l’altra metà su informazioni da ricavare attraverso il ragionamento.
Risultato? Chi aveva letto il racconto nella versione cartacea ha risposto correttamente a un maggior numero di domande sulle informazioni da dedurre: in media, 7,91 corrette su 12 contro le 5,74 di chi aveva letto il racconto su schermo.
Per quanto riguarda le informazioni più concrete, la tendenza è risultata inversa: chi aveva letto il racconto sul digitale ha risposto meglio alle domande, in media 8,79 su 12 contro il 7 su 12 dei lettori su carta.

Il terzo test ha coinvolto 60 persone che hanno letto un catalogo inventato di automobili giapponesi. I partecipanti avevano due minuti di tempo per dare un’occhiata e individuare il migliore modello di auto tra quattro modelli proposti: il catalogo aveva numerose informazioni in cui erano mescolate quelle che lo indicavano chiaramente.
Il 66 per cento di chi aveva sfogliato il catalogo su carta ha identificato il modello migliore, contro il 43 per cento di chi lo aveva guardato su schermo.

Nel quarto ed ultimo test, 119 volontari dovevano sempre indovinare l’auto migliore sfogliando il catalogo sullo schermo di un computer.
Prima però, a un terzo di loro era stato chiesto di riflettere sul perché avrebbero dovuto migliorare la loro salute; un altro terzo doveva invece pensare a come avrebbe potuto farlo.
Il 25 per cento di chi aveva dovuto pensare a come migliorare la propria salute (cioè riflettere su una lista di attività pratiche) e il 30 per cento di quelli che non avevano svolto nessuna attività preparatoria ha risposto correttamente, così come il 48 per cento dei volontari del primo gruppo, quello che doveva pensare a perché migliorare la propria salute (cioè fare un ragionamento astratto).

Secondo questo studio quindi, la lettura da schermo è un processo mentale diverso da quello della lettura su carta: è più frammentata, dispersiva, veloce, riduce l’abitudine ad astrarre le informazioni ed è caratterizzata da un’attenzione selettiva, che la rende più adatta a leggere informazioni concrete, come quelle di un libretto di istruzioni.
Se questi risultati venissero confermati da ulteriori ricerche si dovrebbero iniziare a cercare nuovi modi per stimolare il pensiero astratto anche nella lettura su schermo.

(Fonte: IlPost)