3 Novità sul magico mondo della Stampa in 3D

By Grafiche Passart,

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stampante 3d che stampa faccia

La naturale evoluzione della più classica stampa in 2D, la stampa in 3D, ultimamente si sta espandendo e rinnovando sempre di più. Se un volta la stampa in 3d era disponibile solo a pochi a causa dei costi elevati, si è sempre cercato di portarla ad un pubblico più ampio, abbassando i costi, facilitandone l’uso, e rendendo quindi questa tecnologia accessibile a tutti. La stampa in 3d è una tecnica che non si rivolge solo al semplice uso casalingo: ci sono applicazioni in campo industriale, medico, alimentare ed edilizio.

Vediamo quindi le 3 novità più recenti di questo mondo:

La penna che stampa in 3d per i bambini: 3Doodler Start.

3Doodler

3Doodler nasce come un progetto di Kickstarter che raccolse più di 2.344.000 dollari contro i 140.000 di obiettivo iniziale. Si trattava di una penna che potesse stampare in 3D; insomma una stampante 3D tascabile. Con questo prodotto è possibile creare semplici scritte in 3D o progetti ben più complessi.

Ma uno degli obiettivi degli ideatori di 3Doodler era crearne una versione utilizzabile anche dai bambini. E il progetto è stato portato a termine: è stato creato un modello di 3Doodler ergonomico piccolo e colorato: 3Doodler Start. Usa una bioplastica senza materiali tossici, completamente biodegradabile (infatti si disintegra automaticamente dopo 45 giorni al contatto col terreno), non lascia residui di colla o resina e non ha parti che si scaldano. Il composto plastico che produce è sì caldo, ma si può toccare senza rischio di ustioni. Il produttore di 3Doodler Start spiega che il prodotto è adatto dai bambini da 8 anni in su, ma anche i bamabini con un paio d’anni in meno dovrebbero trovarla divertente.

Per usare questa stampante 3D in miniatura basta accederla, inserire il “filo” di plastica e iniziare a disegnare. Questi “fili” si possono acquistare online sul sito di 3Doodler e ogni filo, di 15 centimetri, potrà allungarsi fino a 10 volte la sua misura iniziale. La ricarica avviene attraverso un connettore USB e la batteria ha un autonomia di 45 / 60 minuti. Comunque la si può utilizzare mentre è in carica.

Il prodotto sarà pronto per la consegna a maggio 2016. Parlando di prezzi, il kit base contenente la penna, il cavo USB, il “3Doodler Start Project Book” e 48 fili colorati, costa 39,99 dollari in preordine. Sarà elevato a 49,99 più avanti. Il pacchetto con le ricariche (144 fili in 6 colori) costa 19,99 dollari, mentre il “super kit” con tutti gli extra costa 79,99 euro.

(Fonte: Tom’s Hardware)

Biostampa 3D di tessuti e organi umani

La stampa in 3D si usa da molto tempo nel campo medico e ci auguriamo che in un futuro non troppo lontano possa essere utilizzata per risolvere il problema dei trapianti. Sono molti i ricercatori al lavoro sulla stampa in 3d di organi umani, di recente qualcuno ha trovato il modo di stampare tessuto cellulare che potrebbe sostituire il tessuto umano.

L’articolo è comparso per la prima volta su Nature e parla di “biostampa in 3D” descrivendo un macchina non troppo diversa dalle stampanti 3D che conosciamo fin’ora; solo che usa una struttura di cellule come materiale di stampa anziche plastica o metallo. Praticamente la stampante depone strati di cellule unite tra loro con “gel” biodegradabili fino al momento del trapianto. Dopodichè le cellule cresceranno e il composto collante di degrada gradualmente.

Le sperimentazioni hanno prodotto ossa e tessuto umani ma anche di conigli ratti e topi. Le cellule sono sopravvissute alla stampa e quindi è stato effettuato un trapianto nei roditori. In questi animali è stato trapiantato un orecchio stampato artificialmente, nel quale si sono poi formati nervi. Il trapianto osseo ha generato anche lo sviluppo di vene ed arterie.

Se questa tecnologia dovesse risultare valida anche per gli esseri umani, avremmo a disposizione una risorsa incredibile e potente. Oggi, come molti sanno, il trapianto di un oragano è un procedimento che spesso dura dei mesi e alcune persone passano a miglior vita nell’attesa. A lungo termine la stampa in 3D potrebbe risolvere questo problema, ma già si ipotizzano applicazioni più semplici in tempi brevi.

Adam Feinberg, ingegnere biomedico della Carnegie Mellon University, ritiene che ci siano buone possibilità di applicare questa tecnica sugli esseri umani, in particolare per la cartilagine che non ha un complesso sistema circolatorio. Ha anche affermato che, secondo lui, questa tecnica si svilupperà notevolmente in futuro.

(Fonte: Tom’s Hardware)

Mattel ha creato una stampante 3D giocattolo

stampa in 3d mattel

Mattel ha presentato una sua stampante in 3D chiamataThingMaker e che entrerà nel mercato il prossimo autunno con un prezzo di 300 dollari. La stampante è stata presentata alla Fiera del Giocattolo di New York e sta ricevendo ottime critiche anche visto l’applicazione che l’accompagna. Questa applicazione è infatti molto semplice ed intuitiva da usare, infatti lo scopo principale di ThingMaker è quella di essere usata dai bambini per stamparsi i propri giocattoli personalizzati. L’applicazione si chiama ThingMaker Design ed è stata realizzata da Autodesk, un’azienda di software famosa per i suoi programmi utilizzati per la progettazione di edifici e di infrastrutture di vario tipo.

ThingMaker Design mostra la possibilità di scegliere tra un’ampia serie di componenti che possono essere uniti insieme per creare il giocattolo desiderato. Dopo avrerlo assemblato nell’applicazione lo si può personlizzare aggiungendo, ad esempio, i colori desiderati. Il bello è che per ora sono disponibili solo alcuni componenti ben precisi, ma già si pensa a funzioni per progettare i propri componenti e condividerli con altri utenti, così da creare oggetti più avanzati.

Finito il lavoro di progettazione, l’applicazione invia le istruzioni per la stampa in 3D a ThingMaker che le eseguirà. Non è comunque necessario possedere la stampante Mattel per stampare i progetti, dato che sono scritti in un formato standard per molte stampanti 3D. Una volta pronti, possono essere subito assemblati e sono pronti all’uso. La versatibilità di ThingMaker ci portà far creare modelli complessi come dinosauri, mostri di vario tipo e gioielli di plastica come anelli e bracciali.

La stampa richiede da mezz’ora di tempo per oggetti più piccoli fino a 8 ore per quelli più complessi e grandi. Quando ThingMaker si attiva, il suo sportello frontale si chiude e si blocca per motivi di sicurezza. Si può comunque osservare la stampa dato che il portello è trasparente. Quando la testina ha finito di stampare si ritrae nella macchina per evitare che i bambini corrano il rischio di ustionarsi dato che la testina è molto calda. La plastica necessaria per la stampa è venduta separatamente sotto forma di un filo avvolto in un rocchetto.

La nuova ThingMaker potrebbe rivelarsi una promettente fonte di ricavo per Mattel, e non solo per  la vendita della plastica per fare funzionare la stampante. È probabile che l’azienda in futuro dia la possibilità di stampare giocattoli e accessori legati ad alcuni dei suoi marchi più famosi come quello della bambola Barbie e delle automobiline HotWheels.

(Fonte: Il Post)