Il primo “Internet Day” italiano

By Grafiche Passart,

  Filed under: Tecnologia

satelliteinternetwebnews

Fonte immagine: Webnews

Il 29 e 30 Aprile, avranno luogo una serie di iniziative a livello nazionale per ricordare un evento particolare ed importante della storia della tecnologia italiana. Il 30 Aprile del 1986, infatti, fu il giorno in cui il CNR di Pisa si collegò ad Arpanet, la rete che di lì a poco si sarebbe trasformata in Internet. L’idea viene dal nostro presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha deciso di celebrare questa data istituendo un Internet Day italiano proprio a Pisa stessa.

Con questo evento, si ricorda l’inizio ma anche la conclusione di un percorso che risale addirittura a Enrico Fermi, che pensò di concentrare risorse a Pisa per la realizzazione di un calcolatore tutto italiano, poi battezzato CEP. Per questo progetto, collaborarono le stesse menti che anni dopo svilupparono alcune linee di computer Olivetti. Negli anni Sessanta nacque il CNUCE (Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico), che era dotato di uno dei più grandi calcolatori di allora, l’IBM 7090. Gli sforzi di questo lavoro, tutti i linguaggi adoperati e la tecnologia, tutto venne convogliato nel CNR dando vita, negli anni, all’Istituto di Scienze dell’Informazione dell’Università di Pisa, dove sono stati formati i docenti di intere generazioni di ingegneri che negli anni Ottanta hanno iscritto l’Italia nei vari nodi internazionali, fino a quel fatidico 30 aprile del 1986.

In quel giorno, definito come «Il giorno in cui l’Italia scoprì Internet» dal nostro capo del governo, si stabilì un contatto storico. Il collegamento tra il CNUCE di Pisa via satellite con la stazione di Roaring Creek in Pennsylvania permise al nostro paese di entrare a far parte di quel mondo enorme che oggi è Internet.
Matteo Renzi si chiede, a posteriori, se non si tratti del più grande buco della storia del giornalismo italiano: sembra infatti paradossale che in merito, neanche una riga si trovi sui giornali dell’epoca. Nemmeno una foto.

C’è chi pensa che quest’iniziativa sia un’ottima idea per provare a scrivere un pezzo della storia di Internet: pare assurdo che, ad oggi, nelle scuole internet non sia un argomento molto dibattuto, dopotutto la navigazione è ormai diventata parte integrante delle nostre vite. Basti pensare quanto tempo passiamo sui social network tra computer, smartphone e tablet. Internet, in origine, è nata per tutt’altro scopo: la prima idea di internet si ebbe durante la guerra fredda, quando l’esercito americano chiese all’ARPA di creare una rete di telecomunicazione militare. Tale rete doveva avere una caratteristica ben precisa: se anche una delle stazioni di comunicazioni fosse stata messa fuori uso, le altre avrebbero potuto continuare la comunicazione. L’ARPA creo allora una rete priva di un nodo centrale denominata ARPANET. Col passare del tempo, sempre più nodi venivano a collegarsi ad ARPANET (in particolare, università di ricerca), così l’esercito statunitense decise di creare una sua rete, la MILNET e lasciare ARPANET alle università. Da lì ad alcuni anni, ARPANET sarebbe diventata Internet come lo conosciamo oggi.

internet day safer

Ma la storia dell’origine di Internet non è l’unica cosa che dovrebbe essere insegnata a scuola: ormai, internet è diventato talmente importante nella nostra vita che sarebbe utile spiegare come farne buon uso, quali sono i pregi e quali i rischi che si incontrano. Questo internet day italiano dovrebbe essere un buon punto di partenza per insegnare a tutti noi che questa risorsa che abbiamo è potente ma va usata con consapevolezza e criterio.

Inoltre, questo mese è previsto in partenza il bando per la banda ultralarga, il primo passo di una lunga serie di attività per portare questa nuova tecnologia in tutta Italia entro il 2020: il cosiddetto digital divide, il ritardo italiano a livello tecnologico, è ormai tragico. Una novità attesa da tempo che, anche se già utilizzata da qualche operatore, la banda ultralarga si auspica possa diventare d’uso comune sin dal 30 aprile prossimo.

(Fonte: Webnews)