Il ritorno dei manuali d’identità grafica

By Grafiche Passart,

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manuale identità grafica

I manuali d’identità grafica: l’enciclopedia storica della grafica

Nel 2015 sono stati ristampati i famosi manuali d’identità grafica di alcune aziende pubbliche, come la NASA o le ferrovie inglesi; questi, a dispetto di quanto si possa pensare, hanno avuto un grande successo tra il pubblico, attirando anche l’attenzione di persone non direttamente coinvolte nel mondo del design e della grafica.

Ma cosa sono i manuali d’identità grafica?

I manuali d’identità grafica venivano prodotti e stampati durante gli anni ’60 e ’70, quando i grafici di allora disegnavano i loro prodotti seguendo uno stile continuo e coerente: tutti i loghi, i caratteri e i font per campagne pubblicitarie, comunicati o prodotti finiti seguivano quello stile. I manuali d’identità grafica erano raccolte di questi elementi di continuità, che ora vengono considerati come un’enciclopedia storica per chi lavora nell’ambito della grafica.

I vari progetti per la ristampa di tali manuali hanno avuto origine da campagne di finanziamento veicolate da Kickstarter, uno dei siti di crowdfunding più di successo. I progetti hanno riscosso un successo considerevole: il numero e l’entità dei finanziamenti ha reso palese l’interessamento non solo degli addetti ai lavori, ma anche di un pubblico più ampio di appassionati o semplici interessati.

L’inizio del fenomeno

Manuale grafica NASA

La casa editrice inglese Unit Editions, specializzata in libri di design e grafica, è stata la prima a pensare ai manuali: all’inizio del 2014 pubblicò “Manuals 1“, un grosso volume contenente manuali d’identità grafica degli anni ’60, ’70 ed ’80 di aziende come NASA, British Steel e Lufthansa. Questo libro conteneva anche una prefazione del famoso grafico italiano Massimo Vignelli. Il libro venne stampato in Italia dall’azienda Graphicom di Vicenza, e in meno di due mesi tutte le copie disponibili erano state vendute: un successo davvero inaspettato.

A dicembre dello stesso anno, Unit Editions pubblicò “Manuals 2“, un seguito di “Manuals 1” contenente manuali d’identità grafica di venti aziende (tra cui IBM, le ferrovie canadesi, Bell, le Olimpiadi di Montreal e la polizia olandese). Alla realizzazione di questi manuali contribuirono grafici famosi come Paul Rand, Allan Fleming, la Total Design, Alan Fletcher, Otl Aicher, lo Studio Dumbar e North.

Il successo continua oltreoceano

Attirati dal successo di Unit Editions, Hamish Smyth e Jesse Reed di Pentagram (una delle società di grafica più importanti degli USA) decisero di ripubblicare il manuale originale della società di trasporti di New York. Questo volume conteneva gli studi della grafica stradale della metropolitana di New York City, oltre a simboli, frecce e mappe creati per la prima volta nel 1965 dall’americano Bob Noorda e dall’italiano Massimo Vignelli, e che ancora oggi vengono usati.

Anche Smyth e Reed hanno seguito il sentiero tracciato da Unit Edition, appoggiandosi a Kickstarter per la raccolta fondi, che ha fruttato più di 740.000€ provenienti da circa 6.700 donatori. Il manuale è stato pubblicato anche in Italia, sempre da Graphicom, nel febbraio del 2015.

I due designer americani avevano previsto ordini per non più di un migliaio di copie, nella realtà dei fatti le vendite superarono le 16.000 copie in soli due mesi (il libro costava circa 50 €, più le spese di spedizione). Smyth e Reed commentarono così la notizia: «Molte persone non conoscono l’esistenza dei manuali aziendali di grafica. Tuttavia, il fatto che qualcuno abbia profuso uno sforzo nel pensare a dove posizionare un cartello, o che font usare per le scritte, potrebbe interessare anche a chi non appartiene al settore del design.» (fonte: Creative Review).

Nell’estate 2015, i due grafici a stelle e strisce lanciarono una nuova campagna su Kickstarter, con l’obiettivo di pubblicare il manuale d’identità grafica della NASA, disegnato dallo studio Danne & Blackburn nel 1975. Il logo più utilizzato e celebre contenuto nel volume era il familiare cerchio blu con linee rosse e la scritta NASA; tuttavia, i più attenti ricorderanno un altro logo, chiamato “the worm“, il verme, formato solamente dalla scritta “NASA”. Questo logo venne utilizzato anche sugli Shuttle, il cui programma è terminato nel 2011.

Anche questo progetto ebbe un enorme successo: l’obiettivo di finanziamento era stato fissato a 150.000$, ad oggi ne ha riscossi più di 940.000. Il libro sarà disponibile a breve anche in Italia per l’acquisto online.

L’ultimo progetto

L’ultimo progetto di questo genere lanciato su Kickstarter è quello di Wallace Henning, per la riedizione del manuale grafico delle ferrovie inglesi, pubblicato in tre volumi a partire dal 1965 e disegnato da Angela Reeves, ed ha superato in meno di tre mesi il suo obiettivo di finanziamento (fissato a 40.000£) ottenendo dai backers più di 55.000 sterline.

 

(Fonte: Il Post).